SPORT. Slc e NIdiL Cgil Rimini: appello al confronto tra Istituzioni e Sindacati

Gli emendamenti in legge di Bilancio 2020 sono un inizio, proseguire con il confronto tra Istituzioni e Sindacati, a partire dai territori.

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Slc Cgil Rimini e NIdiL Cgil Rimini sostengono, in una nota, la posizione delle categorie sugli emendamenti presentati nella finanziaria che riguardano le lavoratrici e i lavoratori impiegati nel dilettantismo sportivo e rilanciano chiedendo ai Sindaci della provincia di avviare un percorso di condivisione per introdurre clausole sociali e regole per il rispetto del diritto del lavoro.

Il settore dello Sport, in Italia, conta circa 65mila società sportive e genera 5 miliardi di euro di entrate. I tesserati al CONI sono 4,5 milioni, a livello dilettantistico sono impiegati quasi 90mila lavoratori, di cui l’85% retribuito con forme di contratti flessibili e a questi si devono aggiungere oltre un milione di “volontari”, impiegati nello svolgimento di discipline diverse, spesso, in modo prevalente ed esclusivo, pur ricevendo solo rimborsi spese, diarie e piccole cifre. Migliaia di giovani, atleti, ex atleti, ma anche laureati in scienze motorie o licei sportivi, che, per precisa scelta professionale, si approcciano allo sport come opzione lavorativa, ma poi si scontrano con le dinamiche di un settore produttivo poco regolamentato in termini di tutele e diritti dei lavoratori.

La posizione dei Sindacati in merito agli emendamenti “Sport” in Legge di Bilancio 2020

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Slc Cgil e NIdiL Cgil sono impegnate da anni per il riconoscimento dello sport come lavoro anche nel settore dilettantistico per centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici, ad oggi privi di contratti e tutele minime previdenziali e assicurative.” Comincia così il comunicato delle Organizzazioni Sindacali riminesi, che poi prosegue con un focus sui dati del settore nel territorio: “Dai dati elaborati dal CONI in Emilia Romagna sono circa 4.746 le società sportive, 385.360 i tesserati, 43.293 i dirigenti, 10.663 gli arbitri e giudici di gara, 21.108 i tecnici (circa il 10% del dato nazionale).”

Gli emendamenti alla Legge di Bilancio 2020 hanno portato in luce, per la prima volta, il professionismo sportivo femminile e in questo senso rappresentano un primo importante avanzamento, i Sindacati evidenziano, però, che “l’utile utilizzo della Legge di bilancio per promuovere la parità di genere nello Sport, non può prescindere da un lavoro strutturato e interlocutorio con le Organizzazioni Sindacali, per realizzare i decreti attuativi della Legge Delega sullo Sport n. 86/2019.”

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L’obiettivo è quello di regolamentare tutto il mondo del lavoro nello Sport, in particolare il lavoro dilettantistico, che – ad oggi – vede i suoi addetti fuori da ogni tutela giuslavoristica, per garantire ad un settore con alta funzione sociale, lavoro di qualità e reali opportunità di sviluppo.

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L’appello di Slc Cgil Rimini e NIdiL Cgil Rimini alle Istituzioni del territorio

Con questo emendamento partiamo dalle donne per riaccendere i riflettori nella nostra provincia, su un settore, quello dello sport dilettantistico che ha favorito il proliferare di situazioni di precarietà strutturale e persistente, lavoro spesso sottopagato e lavoro nero (tante volte camuffato con il compenso sportivo forfettario) eludendo quanto previsto in materia di rapporti di lavoro.

Prosegue, quindi, la nota di Slc Cgil e Nidil Cgil Rimini che, poi, conclude con un appello: Per questo motivo chiediamo ai Sindaci e alla Provincia di discutere con il Sindacato le modalità di assegnazione per la gestione degli impianti sportivi di proprietà pubblica nell’ottica di introdurre clausole sociali per il cambio d’appalto e regole per il rispetto del diritto del lavoro”.