SOMMINISTRAZIONE

NIdiL, Nuove Identità di Lavoro, è la categoria della CGIL che rappresenta e tutela i lavoratori somministrati (ex interinali) e che quindi, firma gli accordi e il Contratto Collettivo Nazionale, CCNL di Somministrazione con le associazioni datoriali Assolavoro e Assosomm.

Cos'è la somministrazione di lavoro?

La somministrazione di lavoro (ex lavoro interinale) è una particolare tipologia di impiego introdotta per legge nel 2003 con la Legge Biagi. Il rapporto che si determina tra lavoratore e Agenzia per il lavoro, Apl, è di lavoro subordinato.

Il contratto di somministrazione lavoro è definito dalla legge come “il contratto a tempo indeterminato o determinato, con il quale un soggetto autorizzato (Agenzia per il lavoro, Apl, ex Agenzia interinale) mette a disposizione di un utilizzatore (Azienda) uno o più suoi lavoratori dipendenti.

Quali sono le leggi che regolano la somministrazione di lavoro?

Cosa fa NIdiL Cgil per i lavoratori somministrati?

I lavoratori dipendenti di un’Agenzia per il Lavoro, con un contratto di somministrazione a tempo determinato o indeterminato, iscritti e non iscritti alla nostra Organizzazione, possono sempre rivolgersi alle strutture NIdiL Cgil su tutto il territorio nazionale:

La consulenza è sempre gratuita e puoi chiederla contattando la sede NIdiL Cgil più vicina. Gli iscritti possono accedere anche al sistema dei servizi, tra i quali:

CONTRATTO DI SOMMINISTRAZIONE: le informazioni base che devi sapere

Conoscere per contare: questo vecchio principio democratico è alla base della GUIDA NIdiL al Lavoro in Somministrazione che puoi scaricare gratuitamente in versione digitale o che puoi ritirare nella sede NIdiL più vicina a te.

L’obiettivo è quello di permettere ai lavoratori in somministrazione di poter essere informati, di controllare la correttezza delle proprie condizioni  di lavoro e di sapere a chi rivolgersi in caso di dubbi, incertezze o – peggio – abusi.

Leggi la GUIDA NIdiL Cgil al Lavoro Somministrato, aggiornata al 2018

Leggi i testi dei CCNL firmati nel 2014 con Assolavoro e Assosom

Parità di trattamento e premi produzione ai lavoratori somministrati

Se sei un lavoratore assunto da un’Agenzia per il lavoro con un contratti di somministrazione a tempo determinato o indeterminato, forse non sai che: nel momento in cui inizi una missione presso un’azienda utilizzatrice hai diritto ad avere le stesse condizioni dei tuoi colleghi assunti direttamente dall’Azienda con la tua stessa mansione, secondo quanto previsto dal CCNL di settore.

Si chiama “Parità di Trattamento” e significa, appunto, che per tutta la durata della missione presso l’utilizzatore, hai diritto a condizioni economiche e normative complessivamente non inferiori a quelle dei lavoratori di pari livello e mansione, assunti nell’azienda utilizzatrice.

Campagna Parità di trattamento
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Quanto guadagna un lavoratore somministrato? Inquadramento e retribuzione

In base al principio della Parità di Trattamento un lavoratore somministrato deve guadagnare esattamente come il suo collega assunto direttamente dall’Azienda in cui sta svolgendo la missione. L’inquadramento deve essere all’interno di uno dei livelli previsti dal CCNL applicato all’Azienda utilizzatrice, a seconda del tipo di mansione da svolgere. Ad ogni livello di inquadramento corrisponde una determinata retribuzione, che cresce a seconda della complessità delle mansioni o del grado di responsabilità e di autonomia del lavoratore.

Il lavoratore somministrato ha diritto alla tredicesima?

Come tutti i lavoratori dipendenti, anche i somministrati hanno diritto alla tredicesima mensilità e possono accedere alle altre eventuali mensilità aggiuntive previste dalla contrattazione nazionale. La tredicesima, però, si matura in base alle ore retribuite e non in base alle giornate lavorate, per un importo pari all’8,33% di ogni ora.

A questo proposito, le criticità che si verificano più spesso riguardano il riconoscimento dei premi di produzione definiti a livello aziendale. Se hai riscontrato questa o altre irregolarità su cui vuoi chiarimenti e supporto, contattaci.

Quando un contratto di lavoro in somministrazione è legittimo e quando no?

Tra le cose da sapere c’è anche il fatto che quando il contratto commerciale tra Azienda Utilizzatrice e Agenzia per il Lavoro (link a dizionario Atipicococo) viene annullato per irregolarità, tu potresti avere diritto a rivendicare l’assunzione direttamente presso l’Azienda. Per questo ti indichiamo qui di seguito alcuni casi in generale, fermo restando che, nel particolare, è sempre necessario valutare caso per caso e per questo, se hai dei dubbi, ti invitiamo – comunque – a contattarci.

Quanti lavoratori somministrati può avere un’Azienda utilizzatrice?

Qualche tempo fa gli ispettori del lavoro hanno fatto una verifica in Amazon e hanno riscontrato che aveva troppi lavoratori in somministrazione. Qui trovi il nostro articolo. La notizia, tra i vari aspetti su cui riflettere, ha anche riportato sotto i riflettori la domanda delle domande: quanti lavoratori somministrati può avere un’Azienda utilizzatrice?

Attenzione, non si tratta solo di soddisfare una curiosità perché anche le irregolarità nell’abuso di lavoro in somministrazione possono comportare l’obbligo per l’Azienda utilizzatrice di assorbire il personale, assumendolo direttamente. Questo è proprio ciò che è successo ad Amazon.

Prima dell’entrata in vigore del Jobs Act, per le Aziende, erano previste diverse limitazioni sul ricorso al lavoro in somministrazione, in particolare, sui settori e i motivi nei quali e per cui era possibile utilizzarla. Oggi non è più così, la legislazione prevede solo un limite numerico alla stipula di questi contratti.

Tempo indeterminato: In pratica, l’Azienda utilizzatrice può integrare la propria forza lavoro con un massimo del 20% di lavoratori somministrati a tempo indeterminato. È il caso in cui l’Azienda stipula un contratto commerciale di somministrazione a tempo indeterminato con l’Agenzia per il lavoro e l’Agenzia assume il lavoratore con un contratto di lavoro di somministrazione a tempo indeterminato.

Tempo determinato: In caso di somministrazione a tempo determinato, invece, il limite numerico è stabilito dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) applicati nelle aziende utilizzatrici.

Quando è vietata la somministrazione?

Infine, segnaliamo i casi in cui le Aziende non possono ricorrere alla somministrazione di lavoro, ciò significa che se lo fanno c’è un’irregolarità che potrebbe rendere nullo il contratto commerciale con l’Agenzia per il lavoro.

Questo ci interessa perché se il contratto commerciale viene annullato, il lavoratore somministrato potrebbe impugnare il suo contratto di lavoro e rivendicare l’assunzione direttamente all’Azienda utilizzatrice. Ovviamente, le situazioni vanno valutate caso per caso, ma se hai un dubbio contattaci.

I casi in cui le Aziende non possono ricorrere alla somministrazione di lavoro

CONTRATTO DI SOMMINISTRAZIONE LAVORO A TEMPO INDETERMINATO

L’Agenzia per il lavoro deve stipulare con il lavoratore in forma scritta il contratto di lavoro quadro. Per ogni singola missione, poi, sarà necessaria una lettera di assegnazione.

Nei periodi di non lavoro tra una missione e l’altra il lavoratore a tempo indeterminato resta a disposizione dell’Agenzia per effettuare . In questo periodo egli percepisce un’indennità di disponibilità. L’importo di questa indennità (800 euro mensili) e le modalità di utilizzo del lavoratore tra una missione e l’altra sono disciplinate dal CCNL di settore.

Il contratto di lavoro quadro stipulato in forma scritta deve contenere:

La lettera di assegnazione, prevista per ogni singola missione del lavoratore, deve contenere:

CONTRATTO DI SOMMINISTRAZIONE LAVORO A TEMPO DETERMINATO

Il contratto di lavoro a tempo determinato tra lavoratore e Agenzia di somministrazione (ex interinale) deve essere stipulato all’atto dell’assunzione e in forma scritta.

In caso di assunzione a tempo determinato il rapporto di lavoro tra somministratore e lavoratore, per quanto compatibile, è soggetto alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato (Capo III, d.lgs 81/2015), sono escluse le norme che riguardano: proroghe e rinnovi, limiti numerici e diritti di precedenza. La normativa stabilisce specifiche previsioni per la somministrazione lavoro.

Il contratto di lavoro può essere prorogato per un massimo di sei volte. Il rapporto tra un’agenzia e un lavoratore presso uno stesso utilizzatore, comprensivo delle eventuali proroghe e rinnovi, può avere una durata massima di 24 mesi oppure essere pari alla durata massima prevista dal CCNL dell’utilizzatore.

Nel caso in cui un lavoratore sia impiegato da una stessa agenzia presso più utilizzatori il limite massimo è pari a 48 mesi.

Per il contratto di lavoro non è esplicitata, così come per il contratto commerciale, la nullità per mancanza di forma scritta. In ogni caso, tale mancanza va sempre contestata per chiedere la nullità del contratto.

Vediamo, quindi, quali sono gli elementi che la lettera di assunzione deve contenere:

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Nella lettera di assunzione devono essere inoltre specificate:

CONTRATTO COMMERCIALE DI SOMMINISTRAZIONE

Il contratto commerciale di somministrazione viene stipulato tra l’Agenzia per il lavoro (ApL) e l’impresa utilizzatrice e può essere a tempo indeterminato (staff leasing) oppure a tempo determinato.

Il contratto commerciale deve essere stipulato obbligatoriamente in forma scritta. Qualora il contratto commerciale non sia stipulato in forma scritta, si ritiene nullo e i lavoratori si considerano a tutti gli effetti dipendenti dell’impresa utilizzatrice.

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DEI LAVORATORI SOMMINISTRATI

L’impresa utilizzatrice e l’agenzia per il lavoro hanno specifici obblighi previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Tali obblighi consistono sia in adempimenti amministrativi che di tipo preventivo e di protezione dai rischi lavorativi.

All’atto della stipula del contratto di lavoro i lavoratori devono ricevere adeguata informazione (attraverso la consegna dello specifico allegato 1 del C.C.N.L. delle agenzie di somministrazione), circa:

Il contratto commerciale può prevedere che le attività di formazione e addestramento siano svolte dall’impresa utilizzatrice, ma è obbligo dell’Agenzia per il lavoro:

Quali sono gli obblighi dell'impresa utilizzatrice?

GLI ENTI BILATERALI, COSA SONO E A COSA SERVONO?

Gli enti bilaterali sono enti privati costituiti dai sindacati e dai datori di lavoro, senza scopo di lucro, per disposizioni di legge o contrattuali nell’ambito di determinati settori di lavoro. Sono detti “paritetici” perchè i rappresentanti dei lavoratori e quelli dei datori di lavoro sono in numero eguale tra loro.

Nell’ambito della somministrazione di lavoro sono previsti due enti bilaterali: Ebitemp e Forma.Temp. finanziati dalle Agenzie per il lavoro attraverso specifici contributi – calcolati sul monte retribuzioni – pari rispettivamete allo 0.2% (0.3% se tempo indeterminato) per Ebitemp e al 4% per Forma.temp. Il contributo è ad esclusivo carico delle agenzie e nessun costo può essere addebitato a questo fine ai lavoratori.

Ebitemp e Forma.Temp sono costituiti dai sindacati e dai datori di lavoro maggiormente rappresentativi del settore, quindi Felsa Cisl, NIdiL Cgil e UilTemp da una parte, Assolavoro e Asossomm dall’altra.

Attraverso questi Enti bilaterali, quindi, vengono promosse attività di studio e di ricerca sul mercato del lavoro nel settore, vengono promossi percorsi informativi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e vengono erogate ai lavoratori prestazioni di sostegno al reddito e formazione.

Per avere informazioni e supporto su come accedere e richiedere le prestazioni, puoi rivolgerti allo Sportello Sindacale NIdiL Cgil più vicino.

Le prestazioni per i lavoratori in somministrazione

SOSTEGNO

TUTELA

AGEVOLAZIONI

Scopri le nuove prestazioni di sostegno al reddito erogate da Ebitemp a partire dal 1° Gennaio 2020