Newsletter èLavoro. DAGLI APPLAUSI AL RISPETTO

Regione Lombardia sembra avere dimenticato i quasi 4mila somministrati impegnati nei suoi ospedali, da troppi anni precari.

Ci sono vertenze sindacali che hanno un valore aggiunto per la portata etica che le contraddistingue. Tra queste c’è indubbiamente la campagna avviata a livello nazionale da NIdiL Cgil, Felsa CISL e UilTemp rivolta all’affermazione della parità di trattamento economica e normativa nella Pubblica Amministrazione.

LA PARITA’ DI TRATTAMENTO

Stiamo parlando, in particolare modo, dei diritti dei lavoratori con contratti di somministrazione. Per loro le Leggi e il CCNL delle Agenzie per il lavoro non danno adito a dubbi. A parità di mansioni, nelle aziende private così come in quelle pubbliche, bisogna garantire le stesse condizioni salariali e gli stessi diritti. Come potrebbe essere diversamente? I lavoratori somministrati scontano già l’incertezza della prospettiva occupazionale. Non si può pensare in alcun modo di consentire che a disagi di questa portata se ne possano sommare degli altri.

In queste settimane avremo subito una controprova di come questi principi elementari siano stati, o meno, introiettati nella cultura delle nostre Istituzioni e del sistema delle imprese. Sono infatti in corso, più o meno in tutte le Regioni, le trattative per i riconoscimenti economici per il personale della sanità. Il giusto premio per l’impegno straordinario che i lavoratori di questo comparto hanno dovuto e saputo svolgere, in prima linea, contro il Covid 19.

ORA, DALLE PAROLE AI FATTI

È ciò che stiamo chiedendo alla Regione Lombardia che in questi giorni ha riconosciuto nuovi incentivi, nuove indennità e nuovi premi salariali per il personale dipendente delle aziende sanitarie. Per ora, però, Regione Lombardia ha avuto un vuoto di memoria e si è dimenticata dei quasi 4.000 lavoratori in somministrazione impegnati nei propri ospedali.

Gli stessi lavoratori che da troppi anni vivono condizioni di precarietà occupazionale e che vengono troppo spesso assoggettati ai turni di lavoro più onerosi e che, nel contempo, hanno corso gli stessi rischi di contagio da Covid dei loro colleghi e profondono ogni giorno lo stesso impegno.

Anche i sindacati di categoria del Pubblico Impiego di Cgil Cisl e UIL si sono affiancati a noi in questa vertenza. Ora non ci resta che attendere la data del primo incontro. Con una certezza in più: in Lombardia le tragedie scaturite dal diffondersi della pandemia, hanno rivelato che il modello sanitario regionale è fortemente deficitario.

Cgil Cisl e UIL si stanno organizzando per rivendicarne dei profondi cambiamenti. E dentro a questi cambiamenti ci batteremo affinché la dignità del lavoro venga riconosciuta in tutte le sue espressioni. Perché vengano eliminate le discriminazioni, vengano avviati percorsi di stabilizzazione occupazionale e vengano introdotte clausole sociali in occasione delle gare di appalto. Dopo gli applausi per i sacrifici dei lavoratori, il rispetto per il loro lavoro.

di Mario Santini, NIdiL Cgil Lombardia

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