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DECRETO “PRIMO MAGGIO”: BUROCRAZIA A CARICO DEI RIDER, SILENZIO SU COMPENSI E SICUREZZA

  • Riders

Mentre a Torino un rider egiziano di 32 anni muore solo in strada e viene trovato ore dopo, il governo annuncia obblighi SPID in contraddizione con il diritto europeo.

Roma, 20 aprile 2026 – Il decreto “Primo maggio” dedica ai rider e alle rider un pacchetto di misure che, nella sostanza, carica di nuovi adempimenti e nuovi costi le persone più sfruttate del settore, senza toccare il problema centrale: i compensi. NIdiL CGIL esprime una critica netta: è propaganda istituzionale costruita capovolgendo la logica stessa del diritto europeo del lavoro.

I compensi restano il problema reale — e il decreto non li tocca. I rider percepiscono paghe da fame a consegna. Sia Glovo che Deliveroo sono sottoposte a controllo giudiziario della Procura della Repubblica di Milano per sfruttamento di manodopera ai sensi dell’art. 603-bis del codice penale: retribuzioni accertate come sproporzionate rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato, in palese difformità dalla contrattazione collettiva e, in molti casi, al di sotto della soglia di povertà assoluta. Nonostante questo, Glovo ha ulteriormente ridotto le tariffe. Di tutto ciò, nel decreto “Primo maggio”, non c’è traccia.

L’obbligo SPID inverte la logica della Direttiva UE. Il Considerando 59 della Direttiva (UE) 2024/2831 sul lavoro tramite piattaforme digitali — che l’Italia deve recepire entro il 2 dicembre 2026 — stabilisce esplicitamente che sono le piattaforme a dover garantire una verifica affidabile dell’identità delle persone che lavorano per loro conto. Il decreto fa l’opposto: trasferisce questo obbligo — e il relativo costo, dato che lo SPID oggi è a pagamento — sui rider. Quanto al problema reale del noleggio fraudolento di account, documentato nelle indagini milanesi, l’obbligo SPID non lo risolve: la cessione di un account dopo l’autenticazione iniziale rimane tecnicamente possibile. La misura è inadeguata rispetto al fenomeno che dichiara di contrastare.

L’obbligo è discriminatorio verso le lavoratrici e i lavoratori migranti. Per chi è in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno — situazione documentata negli atti della stessa Procura di Milano — ottenere lo SPID è spesso impossibile. Si crea così una gerarchia nell’accesso al lavoro che non tutela la categoria: la divide.

Il governo ha una strada seria davanti: recepire con ambizione la Direttiva UE. A oggi non ha comunicato alcun piano, non ha avviato alcun confronto con le parti sociali, non ha espresso alcun orientamento sulla presunzione legale di subordinazione. Scegliere un decreto-propaganda invece di aprire un percorso di recepimento è una scelta politica deliberata.

Dichiara Roberta Turi, Segreteria Nazionale NIdiL CGIL: “Stamattina apprendiamo che Adnan El Sayed, rider egiziano di 32 anni, è stato trovato morto domenica sera a Torino, tra la vegetazione, ore dopo l’incidente. Nessuno lo stava cercando. Questa solitudine racconta tutto quello che il decreto ‘Primo maggio’ non dice. Adnan non aveva bisogno dello SPID: aveva bisogno di un compenso dignitoso, di una piattaforma che rispondesse della sua salute e della sua sicurezza, di un paese che lo proteggesse invece di sfruttarlo. Mentre il governo prepara misure di facciata, i rider e le rider muoiono sulle strade. Lo dobbiamo ad Adnan: recepire seriamente la Direttiva europea, intervenire sui compensi, fare della salute e sicurezza sul lavoro un diritto reale ed esigibile per chi pedala ogni giorno nelle nostre città.”