AMAZON, INDAGINE INTERNAZIONALE UNI GLOBAL UNION

INDAGINE UNI GLOBAL SUL LAVORO IN AMAZON.

NIdiL CGIL: uno spaccato preoccupante, confermate le criticità già emerse che porteremo al tavolo di trattativa nei prossimi mesi

Roma, 25 Gennaio 2023 – I risultati dell’indagine internazionale “La vita nel panopticon Amazon” promossa e pubblicata da Uni Global Union ci restituisce uno spaccato preoccupante sul lavoro dentro la filiera della multinazionale. Confermate le criticità che i lavoratori e le lavoratrici ci raccontano quotidianamente: il tema della privacy, del controllo, dei ritmi e dei carichi di lavoro, che insieme con il turn over selvaggio e l’altissima percentuale di somministrazione (40%) sono la nostra priorità. Pertanto, a maggior ragione, saranno questi i temi all’ordine del giorno nel tavolo di trattativa che si riunirà nei prossimi mesi.

L’indagine “La vita nel panopticon Amazon” di Uni Global Union ci ha visti coinvolti come organizzazione promotrice nel nostro Paese ed è stata condotta da Jarrow Insights per studiare gli effetti concreti sull’uomo che il sistema di sorveglianza tecnologica ha sulle persone che lo vivono. Si tratta della più grande indagine indipendente sui lavoratori Amazon mai condotta prima.

Il questionario è stato distribuito a probabili lavoratrici e lavoratori Amazon attraverso la pubblicità digitale sulle piattaforme social, nonché attraverso la sensibilizzazione delle organizzazioni sindacali nei vari Paesi. Si rivolgeva ai magazzinieri, ai driver e agli impiegati delle aree tecnologiche e del servizio clienti. Oltre 2.000 le risposte provenienti da otto Paesi: Stati Uniti, Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Polonia, Spagna e Australia.

Nel complesso, emerge un quadro chiaro tra i vari Paesi e ruoli. La maggior parte degli intervistati ha espresso la convinzione che il monitoraggio da parte di Amazon sulle loro prestazioni lavorative sia eccessivo (59%) e opaco (58%), che le sue aspettative siano irrealistiche (il 78% dei driver) e che sforzarsi di soddisfare queste aspettative irrealistiche abbia effetti negativi sulla salute (oltre il 51%) e, in particolare, sulla salute mentale (oltre il 57%). Il 65,7% degli autisti, ad esempio, ha segnalato un impatto negativo sulla propria salute fisica derivante dal monitoraggio della produttività. Inoltre, il 53% delle lavoratrici e dei lavoratori Amazon teme di perdere il lavoro a causa delle tecnologie di monitoraggio dell’azienda.