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PROFUGHI, GARANTIRE IL DIRITTO PER TUTTE E TUTTI

FeLSA CISL NIdiL CGIL e UILTemp hanno diffuso oggi una nota sindacale che, con l’aggravarsi della situazione internazionale, sottolinea l’importanza dei servizi svolti presso Prefetture, Questure e Commissioni territoriali nel campo delle procedure per il riconoscimento del diritto di asilo, dei permessi di soggiorno, delle procedure di emersione e delle altre pratiche connesse all’immigrazione.

“Al momento sono circa 1.400 le lavoratrici e i lavoratori in somministrazione presso il Ministero dell’Interno – spiegano i Sindacati – di cui circa 800 somministrati da Manpower presso le Prefetture nell’ambito del progetto Emersione ex DL 34, 408 somministrati da Gi Group presso le Questure (i cui contratti sono in scadenza rispettivamente al 25 e 31 marzo 2022) e 176 somministrati da Gi Group presso le Commissioni per il diritto di asilo e le Questure nell’ambito del progetto  EMAS.com (i cui contratti sono in scadenza al 31 marzo 2022).”

Le Organizzazioni Sindacali ricordando che “Questo personale ha svolto egregiamente il lavoro cruciale affidatogli nel campo delle procedure per il riconoscimento del diritto di asilo, dei permessi di soggiorno, delle procedure di emersione e delle altre pratiche connesse all’immigrazione.” denunciano che l’imminente scadenza contrattuale di questi lavoratori, sul territorio da ormai quasi un anno, “rappresenterà un trauma profondo per l’operatività delle Commissioni, delle Questure e delle Prefetture, come testimoniato anche da tanti dirigenti sul territorio.”

Per FeLSA CISL NIdiL CGIL e UILTemp “è quindi necessario che si trovi una strada per garantire la continuazione del servizio che questi lavoratori hanno offerto in questi mesi, trovando le soluzioni idonee per prorogare l’operatività dell’intera platea occupata attualmente.”

“Questo risulta ancora più urgente se consideriamo l’incremento delle attività dovuto all’aggravarsi della situazione internazionale che si aggiunge ad una situazione di difficoltà strutturale da parte dello Stato di garantire un servizio necessario per tutti coloro che fuggono da situazioni di pericolo e di guerra.”

“In questo momento il nostro Paese non può permettersi di trovarsi impreparato – concludono le sigle sindacali – ma dovrebbe invece valorizzare e dare continuità occupazionale alle professionalità impiegate in questi mesi per garantire i diritti di tutte e tutti coloro che arrivano nel nostro Paese e chiedono aiuto e protezione.”