PARITÀ DI TRATTAMENTO, nuova sentenza Tribunale di Torino

Tribunale di Torino condanna Agenzie per il lavoro e conferma diritto alla parità di trattamento nella somministrazione.

L’assunzione tramite un’Agenzia per il lavoro garantisce gli stessi diritti di chi è stato assunto direttamente. Il Tribunale di Torino ha riconosciuto integralmente quanto richiesto da un’operatrice della Sanità Pubblica, assunta con contratto di somministrazione e sostenuta da NIdiL CGIL Torino e CGIL Torino
 
La lavoratrice somministrata, avendo prestato servizio in missione presso la ASL Città di Torino per un certo periodo, non si era vista corrispondere gli incentivi di produttività previsti dalla contrattazione integrativa, erogati esclusivamente alle sue colleghe e ai suoi colleghi assunti direttamente dall’ASL.
 
La sentenza, in riferimento al Contratto Collettivo Nazionale della Sanità e al Contratto Integrativo Aziendale della ASL Città di Torino, ha ribadito il principio della parità di trattamento, condannando le Agenzie per il Lavoro al risarcimento di quanto dovuto.
 
La somministrazione non può essere intesa come uno strumento per ridurre il costo del lavoro a discapito di lavoratrici e lavoratori. La parità di trattamento economico fra lavoratori diretti e somministrati è sancita dalla legge. La Sentenza, oltre a garantire la tutela della lavoratrice, rappresenta quindi un importante risultato che contribuisce a ricomporre la frammentazione del mercato del lavoro.
 
La sentenza emessa dal Tribunale di Torino ha fissato un importante principio e limite in ambito di contrattazione di secondo livello in quanto, non solo ribadisce il diritto alla parità di trattamento retributivo tra lavoratori somministrati e lavoratori diretti dipendenti dell’utilizzatore, ma chiarisce anche che l’esclusione dei lavoratori somministrati dal premio di risultato deve ritenersi nulla in quanto attua una discriminazione.