INTERINALI PRESSO QUESTURE E PREFETTURE, ADESIONE SCIOPERO 90%. LA LOTTA CONTINUA

SOMMINISTRATI MINISTERO DELL’INTERNO, SCIOPERO RIUSCITO MA NON CI SONO ANCORA RISPOSTE CONCRETE. LO STATO D’AGITAZIONE RESTA APERTO

Roma, 22 dicembre 2022 – Si è tenuto ieri mattina a Roma il presidio delle lavoratrici e dei lavoratori somministrati presso il Ministero dell’Interno, organizzato da FeLSA CISL NIdiL CGIL e UILTemp nell’ambito di una giornata di sciopero e di una mobilitazione nazionale.

A manifestare in Piazza Santi Apostoli, circa 400 persone provenienti da tutta Italia, in rappresentanza dei 1.200 colleghi con contratto a termine, in scadenza al 31 dicembre. L’adesione, a livello nazionale, ha toccato il 90%.

“Siamo stati ricevuti dal Prefetto di Roma, Bruno Frattasi – riferiscono le Organizzazioni Sindacali – che era già bene a conoscenza della situazione e dell’importanza del lavoro del personale somministrato negli uffici per l’immigrazione di Questure e Prefetture. Anche Frattasi ha sollecitato una soluzione al gabinetto del Ministero dell’Interno, così come già accaduto nelle altre Prefetture italiane in cui si sono svolte manifestazioni e presidi nelle ultime settimane.”

“L’importanza non è solo quella di dare continuità al lavoro degli uffici – sottolineano i Sindacati – ma anche quella di dare continuità ai lavoratori e alle lavoratrici attualmente impiegati. Inaccettabile pensare di sostituire persone che hanno maturato competenza e professionalità, mettendo in atto un tourn over: fondamentale garantire la continuità occupazionale, anche, eventualmente, attraverso una clausola sociale.”

“Le interlocuzioni finora hanno dato rassicurazioni, ma non danno ancora certezze normative, quindi la mobilitazione continua, l’attenzione rimane alta e l’agitazione rimane aperta, nei prossimi giorni e fino all’ultimo giorno disponibile. La tenacia con cui questa vertenza è stata portata avanti grazie a lavoratori e lavoratrici porterà e deve portare dei risultati. Bisogna dire basta alla precarietà in questo settore” concludono FeLSA CISL NIdiL CGIL e UILTemp.