Vai al contenuto

FOOD DELIVERY: Dopo Glovo, anche Deliveroo. Basta sfruttamento rider

FOOD DELIVERY: dopo Glovo, anche Deliveroo. NIdiL CGIL "Basta sfruttamento"

Roma, 25 febbraio 2026 – Dopo il controllo giudiziario disposto nei confronti di Glovo e la successiva convalida del GIP di Milano , l’analogo provvedimento che riguarda Deliveroo, conferma un quadro che come sindacato denunciamo da anni: nel food delivery si è consolidato un modello organizzativo fondato su compressione dei diritti, bassi compensi e trasferimento del rischio d’impresa sui rider lavoratori.

NIdiL CGIL ritiene che per chi svolge questo lavoro come attività principale e per vivere, devono essere garantiti contratti di lavoro full-time, applicando contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, che assicurino un salario pieno, sufficiente e proporzionato, ferie, malattia, contribuzione previdenziale e tutte le tutele previste dall’ordinamento.

Accanto al lavoro che, per modalità e intensità, deve essere ricondotto alla subordinazione, può certamente convivere un modello diverso, realmente autonomo. Si tratta però di un’autonomia autentica, non coincidente con l’attuale organizzazione delle piattaforme: un’attività svolta in piena libertà, senza obblighi di disponibilità continuativa, con la possibilità effettiva di scegliere se, quando e quanto lavorare.

Questo modello può rispondere alle esigenze di chi utilizza il food delivery come attività accessoria o integrativa del reddito principale. Anche in tali ipotesi, tuttavia, devono essere garantiti compensi equi e trasparenti, adeguate tutele previdenziali e assicurative, piena protezione in materia di salute e sicurezza — dalla formazione ai dispositivi di protezione fino alla copertura contro gli infortuni — nonché il diritto alla rappresentanza e alla contrattazione collettiva delle condizioni economiche e organizzative.

Questa fase può rappresentare un passaggio decisivo per riportare legalità nel settore, migliorando radicalmente le condizioni di lavoro senza mettere in discussione la continuità occupazionale. Il nostro obiettivo è tutelare il lavoro, non cancellarlo: garantire diritti, stabilità e dignità a chi oggi è stato troppo spesso lasciato solo.