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EASO/EUAA, DA SOMMINISTRATI A PARTITE IVA. NIdiL: Fortissima preoccupazione

Le lavoratrici e i lavoratori Adecco somministrati nell’Ufficio Europeo di sostegno all’Asilo (EASO, European Asylum Support Office), divenuto il 19 gennaio scorso Agenzia dell’Unione Europea per l’Asilo (EUAA, European Union Agency for Asylum), impiegati in Italia presso le autorità italiane del Ministero della Giustizia e del Ministero dell’Interno, esprimono grave preoccupazione per quanto deciso nelle ultime settimane dal management dell’Agenzia europea.

Nonostante l’alto grado di competenza e professionalità acquisita dai lavoratori somministrati nel corso degli ultimi 36 mesi, l’Agenzia dell’Unione Europea per l’asilo (EUAA) ha deciso di non utilizzare più i contratti di lavoro subordinato e di instaurare invece dei rapporti di collaborazione individuale con i singoli lavoratori, sotto forma di consulenza. Di conseguenza, per continuare a svolgere le proprie mansioni, le lavoratrici e i lavoratori dovranno aprire partita iva, con l’onere di provvedere ad ogni adempimento fiscale in maniera autonoma.

Il passaggio da un rapporto di lavoro subordinato ad un’attività di consulenza espone i lavoratori e le lavoratrici ad una maggiore precarietà, lasciandoli di fatto senza diritti quali ferie, malattie, maternità e privandoli di ogni altra forma di tutela prevista dalla legge italiana per il lavoro dipendente.

La situazione che si presenta è paradossale: la pubblica amministrazione dell’Unione europea che si fa bandiera della tutela dei diritti umani dei richiedenti asilo si trova ad implementare strategie e politiche lavorative che contraddicono i principi stessi su cui la stessa Unione Europea si fonda.

Non solo i lavoratori e le lavoratrici vengono così considerati mera forza lavoro, sempre sostituibile ed intercambiabile, ma l’estrema precarietà  dei rapporti di lavoro si riflette sulla qualità del lavoro stesso dell’Agenzia in quanto l’incertezza e volatilità della forma contrattuale proposta non può garantire standard qualitativamente adeguati nella trattazione di una materia così delicata come quella del diritto di asilo e dell’immigrazione.

Tale decisione da parte dell’Agenzia, inoltre, appare in contraddizione con l’apprezzamento pubblicamente manifestato dalle autorità italiane nei confronti del lavoro svolto dal personale Adecco-Easo per l’alto livello di competenza e l’indispensabile supporto fornito negli anni. 

Le conseguenze di questa scelta saranno visibili a breve, quando nei prossimi mesi l’Agenzia non sarà in grado di garantire il numero di lavoratori necessario per portare avanti il Piano Operativo 2022-2024 e i lavoratori e le lavoratrici che avranno accettato di divenire consulenti si ritroveranno in una posizione di vulnerabilità contrattuale.

Esprimiamo dunque fortissima preoccupazione per la strada intrapresa da parte della neonata Agenzia dell’Unione Europea per l’Asilo per le politiche di precarizzazione adottate, da sempre caratterizzate dal rifiuto al dialogo sindacale con le parti coinvolte. Questo atteggiamento di chiusura rappresenta una gravissima mancanza di rispetto nei confronti delle parti sociali coinvolte e una evidente indifferenza nei confronti della dimensione umana e professionale delle lavoratrici e dei lavoratori che in tutti questi anni hanno permesso all’Agenzia di operare con ottimi risultati e che invece, ora, vengono lasciati a casa o costretti ad accettare posizioni ancora più precarie di quelle interinali.

NIdiL CGIL Nazionale, unitamente alle RSA, ribadisce la necessità che l’Agenzia attivi un tavolo di confronto al fine di definire comunemente il percorso più adeguato per assicurare il livello di servizio richiesto e la continuità occupazionale. Inoltre auspica un intervento delle forze politiche ed istituzionali per favorire  l’apertura di un tavolo di confronto tra le parti.

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