Newsletter èLavoro. ANCORA SENZA SOSTEGNO

DAL DECRETO RILANCIO RESTANO FUORI ALCUNE TIPOLOGIE, FRA LE PIU’ FRAGILI, DI COLLABORATORI CO.CO.CO. E OCCASIONALI.

Il nostro giudizio sul decreto legge 34, meglio conosciuto come Decreto Rilancio, è sostanzialmente positivo, vengono riconfermate tutta una serie di indennità rivolte al mondo del lavoro autonomo e quindi è innegabile lo sforzo fatto dal Governo per dare copertura al maggior numero possibile di lavoratori.

Restano, però, delle criticità che avevamo già espresso al momento dell’uscita del Decreto Cura Italia e a queste se ne aggiungono altre. Se, da un lato, una buona parte delle nostre richieste, i famosi 11 punti del volantino unitario del 20 aprile, è stata accolta, rimangono due grandi vuoti.

COLLABORATORI CO.CO.CO.

Per quanto riguarda i collaboratori coordinati e continuativi, il Decreto Rilancio riconosce ad aprile un’indennità di 600 euro a tutti coloro che l’avevano ottenuta a marzo, ma per maggio introduce una condizionalità che, oggettivamente, noi non troviamo coerente con l’intenzione di sostenere il reddito dei lavoratori più fragili. Questa indennità di mille euro, infatti, verrà riconosciuta solo ai collaboratori che abbiano chiuso il contratto al 19 maggio, lasciando fuori quelli che hanno un contratto “sospeso”, con scadenza posticipata magari a ottobre o dicembre oppure con un calo di attività. Siamo convinti che anche questi ultimi abbiano diritto a un sostegno, tanto che la soluzione di questa criticità è uno degli emendamenti che chiediamo al Governo e al parlamento, come Cgil Cisl e Uil.

COLLABORATORI OCCASIONALI

Per quanto riguarda, invece, i collaboratori occasionali, già nel decreto interministeriale figlio del reddito di ultima istanza istituito dal Decreto Cura Italia, avevamo evidenziato quanto la platea di lavoratori individuata e quindi coperta fosse sostanzialmente residuale. Sia nel decreto interministeriale che, nuovamente, nel Decreto Rilancio si individuano come aventi diritto all’indennità di 600 euro per marzo, aprile e maggio, quei collaboratori occasionali che risultino iscritti alla Gestione Separata Inps e con almeno un contributo mensile versato. La stragrande maggioranza dei collaboratori occasionali nel nostro Paese, però, è sotto la soglia dei 5mila euro e quindi non ha l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata, un esempio sono i rider, ma tantissimi sono anche nel mondo della cultura, dello spettacolo e della formazione.

Stiamo chiedendo, quindi, di rimuovere tale vincolo di iscrizione alla GS e il requisito per cui, per avere diritto all’indennità, si debba essere attualmente senza contratto. In realtà, non è ben chiaro nemmeno come si immagini di censire questo fenomeno, considerato il fatto che le collaborazioni occasionali non hanno obbligo di forma scritta del contratto, quindi non solo è difficile capire chi ce l’ha, ma è ancora più difficile capire se un contratto è stato interrotto o meno. Secondo noi, anche in questo caso, si dovrebbe intendere il sostegno al reddito come un qualcosa che integri non solo la perdita del rapporto di lavoro, ma anche la riduzione o la sospensione.

LE PROPOSTE DI MODIFICA NIdiL Cgil Felsa Cisl e Uiltemp