CORONAVIRUS. Riders: in assenza di protezioni, il servizio va sospeso

FORTE PREOCCUPAZIONE DEI SINDACATI CIRCA LE MISURE DI SICUREZZA FORNITE AI RIDERS.

Dopo numerose segnalazioni ricevute nei giorni scorsi da diversi territori, ieri Cgil Cisl e Uil hanno inviato una lettera a Assodelivery circa la predisposizione, da parte delle imprese aderenti, di misure utili alla tutela della salute dei Riders e dei cittadini con riferimento alle norme previste per il contenimento dell’emergenza Covid-19.

I Sindacati esprimono forte preoccupazione rispetto alla ordinaria attività di consegna dei ciclo-fattorini, “chiamati quotidianamente a rapportarsi con persone di cui non conoscono le condizioni di salute e che, stante la situazione attuale che registra diverse forme di autoisolamento per soggetti potenzialmente infetti, potrebbero costituire involontariamente una fonte di contagio. Aggiungiamo che, le consegne a domicilio, per cittadini con il fermo vincolo di rimanere in casa, di certo risultano e risulteranno nelle prossime settimane, una opzione utile, financo necessaria“.

La richiesta all’Associazione datoriale è quella di fornire precise indicazioni perché i Riders siano informati adeguatamente sui comportamenti di sicurezza, ma anche dotati di adeguate protezioni a tutela della loro e della salute altrui, a partire da guanti e da mascherine filtranti. “Le dotazioni di cui sopra, ci pare opportuno ricordarvelo, si devono aggiungere a quanto già stabilito in termini di obblighi in materia di prevenzione, salute e sicurezza, per le vostre aziende, già definite dalla Legge 129/2019.” conclude la comunicazione.

CGIL, SUBITO DISPOSITIVI DI PROTEZIONE PER GARANTIRE SERVIZIO

Oggi in una nota la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti ha sollecitato con urgenza l’associazione Assodelivery “a dotare le migliaia di ciclofattorini, che ancora continuano a svolgere attività di consegna a domicilio, degli strumenti di protezione individuale, altrimenti il servizio va sospeso. Al Governo, invece, chiediamo ammortizzatori sociali e che l’attività venga ricondotta alle consegne di beni di prima necessità”.

L’attività di consegna a domicilio – afferma la dirigente sindacale – non si è fermata, continua nel food, per le principali catene di ristorazione e per la consegna di altre tipologie di beni, compresi i medicinali. Migliaia di fattorini operanti per le principali piattaforme digitali, però, sono sprovvisti di dispositivi di sicurezza individuale: sono quindi molto esposti al contagio e, a loro volta, potrebbero esporre i clienti”. “Fattorini che – sottolinea Scacchetti – lavorano senza garanzie e tutele, ancora pagati a consegna, e che, nella maggior parte dei casi, non hanno neanche l’indennità di malattia, poiché operano prevalentemente con la forma dell’autonomo occasionale.

Insieme a Cisl e Uil – prosegue Scacchetti – abbiamo scritto all’associazione Assodelivery per sollecitare urgentemente la consegna degli strumenti di protezione individuale (mascherine, guanti etc.) e riteniamo che, in assenza di protezioni, il servizio vada immediatamente sospeso. Non possiamo consentire, infatti, che il rischio ricada ancora sulle spalle dei lavoratori che in questo caso sono anche precari e vulnerabili.

Riteniamo necessario che il Governo preveda misure di ammortizzatori sociali anche per questa categoria di lavoratori e chiediamo – conclude la segretaria confederale – che l’attività di consegna a domicilio venga ricondotta alle consegne di beni di prima necessità”.