FeLSA CISL, NIdiL CGIL, UILTemp: proroga immediata dei contratti e apertura del confronto sindacale
Roma, 2 ottobre 2026 – “Si proclama con effetto immediato lo stato di agitazione di tutti i lavoratori somministrati impiegati presso le Questure e le Prefetture su tutto il territorio nazionale, chiedendo l’immediata proroga dei contratti di lavoro presso le questure e l’apertura del confronto sindacale su condizioni di lavoro, continuità occupazionale e procedure selettive.” Così oggi FeLSA CISL, NIdiL CGIL e UILTemp in una nota che denuncia “con estrema fermezza l’inaccettabile condotta dell’Amministrazione”.
“Di fronte a questo muro di gomma e a una palese incapacità gestionale, sorge il fondato e gravissimo sospetto che il Dicastero voglia scientemente generare il caos sul tema dell’immigrazione.” “L’atteggiamento di questa Amministrazione sembra infatti mirato a paralizzare il sistema, arrivando al blocco totale di tutte le pratiche relative ai permessi di soggiorno, per poi scaricare cinicamente le proprie inefficienze sull’utenza” – commentano i Sindacati che avevano “atteso e sollecitato una convocazione all’inizio del mese di settembre per affrontare la gestione complessiva del perimetro occupazionale dei lavoratori in somministrazione” ma “l’Amministrazione ha scelto deliberatamente di non convocarci, ignorando le legittime richieste di coloro che garantiscono quotidianamente l’operatività di servizi essenziali.”
“Denunciamo ormai da anni il ricorso a contratti brevi e un approccio meramente emergenziale a discapito della funzionalità e della continuità del servizio alle persone.” Alla “gravissima mancanza politica e relazionale si aggiunge una disastrosa gestione sul piano operativo – proseguono FeLSA CISL, NIdiL CGIL e UILTemp – Fin dall’avvio della fornitura (nel 2021) avevamo già evidenziato l’esigenza prioritaria di sanare specifiche disfunzioni gestionali. Oggi la situazione è degenerata, a fronte di responsabili ministeriali – in particolare in seno alla Direzione Centrale Immigrazione – che si stanno dimostrando totalmente indisponibili a qualunque dialogo volto alla ricerca delle soluzioni.”
Per le organizzazioni sindacali “Occorre un cambio di passo radicale: l’Amministrazione abbandoni la logica delle scorciatoie e delle risposte tampone e si adoperi per definire, attraverso un vero confronto con le parti sociali, soluzioni condivise e di ampio respiro. Solo così si potrà dare prospettiva a questa platea di lavoratori e lavoratrici e garantire pienamente i principi di accoglienza e dignità della persona sanciti dalla nostra Costituzione.”
Considerando il ruolo strutturale e fondamentale che questi oltre 900 lavoratori e lavoratrici ricoprono per garantire la tenuta dei servizi per l’immigrazione “non siamo più disposti a tollerare questo atteggiamento irriguardoso nei loro confronti, perpetrato in totale assenza di segnali di attenzione e a soli pochi giorni dalla scadenza dei contratti nelle Questure.” Concludono FeLSA CISL, NIdiL CGIL e UILTemp.
Comunicato sindacale unitario
Sospensione dello stato di agitazione
Roma, 8 ottobre 2026 – A seguito della proclamazione dello stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori in somministrazione presso le Prefetture e le Questure d’Italia, promossa da NIdiL CGIL, FeLSA CISL e UILTemp, si è svolto oggi, presso il Ministero del Lavoro, il tentativo preventivo di conciliazione ex art. 2, comma2, della L.146/90 alla presenza dei Dipartimenti interessati del Ministero dell’Interno.
Le OO.SS. hanno ribadito con fermezza l’urgenza di individuare una soluzione capace di garantire continuità lavorativa del personale in somministrazione, a partire dalle lavoratrici e dai lavoratori impiegati presso le Questure, i cui contratti sono prossimi alla scadenza. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che da anni assicurano attività fondamentali per il funzionamento degli uffici ed il riconoscimento di diritti alle persone migranti, sopperendo quotidianamente a carenze strutturali di organico. Professionalità ed esperienza che non possono continuare a essere lasciate nell’incertezza.
Le OO.SS. hanno, inoltre, rivendicato una gestione organica e condivisa di un percorso per la continuità occupazionale e il superamento dello strumento della somministrazione lavoro. Sono necessarie procedure concorsuali che riconoscano concretamente l’esperienza e le competenze maturate presso l’Amministrazione, anche facendo ricorso alle innovazioni normative in materia di reclutamento nella P.A.
I Dipartimenti hanno riconosciuto l’importanza delle attività svolte e comunicato di aver avviato le procedure necessarie alla prosecuzione dei contratti. In questo senso la Direzione Centrale Immigrazione si è detta fiduciosa di poter prorogare i contratti. La possibilità di proroga rimane, tuttavia, subordinata alla disponibilità di risorse finanziarie, che oggi il Dipartimento non era nella condizione di confermare. Allo stesso modo il DLCI ha comunicato che andranno trovate le risorse anche per la proroga dell’Accordo Quadro con Synergie, ad oggi in scadenza a febbraio 2027.
Il tentativo di raffreddamento si è concluso con una sospensione dello stesso e l’accoglimento da parte dei Dipartimenti della proposta sindacale di istituire un tavolo permanente di confronto, che prioritariamente si occupi del tema della continuità occupazionale. Pertanto, considerato l’approssimarsi del termine dei contratti presso le Questure, il confronto proseguirà il prossimo 14 ottobre, momento in cui la Direzione Centrale Immigrazione dovrà fornire certezze rispetto alla prosecuzione dei rapporti di lavoro in scadenza. Qualora non siano nelle condizioni di assicurare la continuità contrattuale, le OO.SS. hanno già preannunciato la volontà di indire la mobilitazione, secondo le regole e le prerogative riconosciute loro dalla legge.
Il tempo delle attese è finito: ora servono risorse certe, continuità occupazionale e un reale riconoscimento delle professionalità maturate. NIdiL CGIL, FeLSA CISL e UILTemp continueranno a sostenere unitariamente le lavoratrici e i lavoratori, mantenendo alta l’attenzione e restando pronti alla mobilitazione fino al raggiungimento di soluzioni concrete, stabili e strutturali.