Roma, 19 giugno 2026 – “Il confronto ha senso solo se restituisce dignità e un reddito adeguato a lavoratrici e lavoratori, superando l’attuale organizzazione del lavoro basata su un numero largamente superiore di lavoratrici e lavoratori disponibili rispetto alle necessità, sulla contrattualizzazione come autonomi (occasionali o in partita Iva) e su un pagamento a cottimo legato solo al numero e al tempo necessario alla consegna.” Così NIdiL CGIL in una nota in merito al comunicato diffuso ieri da Confcommercio, Conftrasporto e AssoDelivery sul confronto in corso sul food delivery, ribadendo quanto già dichiarato in occasione della propria non partecipazione all’ultima riunione del tavolo.
“Sull’attuale modello organizzativo delle piattaforme di food delivery si è pronunciata anche la Procura della Repubblica di Milano, che ha disposto il controllo giudiziario di Foodinho (Glovo) e di Deliveroo per condizioni di sfruttamento lavorativo: un accertamento che conferma la necessità di un cambio di paradigma, non di un semplice aggiustamento” prosegue il sindacato.
Per NIdiL CGIL “il confronto avrà senso solo se Glovo e Deliveroo accetteranno di trasformare in lavoro subordinato, con tutti i diritti e le tutele previsti dalla legge e dal contratto collettivo di riferimento, i rapporti dei rider che svolgono l’attività in maniera continuativa e ordinaria. Per i restanti rider, che operano effettivamente in regime di autonomia, restiamo disponibili a discutere criteri di equo compenso e no dumping nei confronti del lavoro dipendente, definendo tra l’altro una paga oraria che remuneri anche i tempi di attesa e non solo le consegne effettuate”.
Di fronte a un negoziato che le controparti datoriali descrivono come costruttivo, NIdiL CGIL ritiene che “non bastano dichiarazioni di principio: servono atti concreti da parte delle aziende”.