Cambio appalto al Ministero della Giustizia, a rischio 52 lavoratori e lavoratrici tra cui tutti e 30 i somministrati. NIdiL CGIL: STATO DI AGITAZIONE PERMANENTE
Roma, 27 aprile 2026 – “A soli 3 giorni dalla scadenza della commessa, ci troviamo ancora in assenza di trasparenza e permangono tutti i rischi occupazionali, nonostante la dichiarazione del Ministero di voler tutelare i lavoratori, gli interlocutori aziendali non sono stati in grado di fornire certezze sul passaggio di tutto il personale.” Così NIdiL CGIL oggi in una nota che preannuncia lo stato di agitazione permanente delle lavoratrici e dei lavoratori in somministrazione presso il Dipartimento per l’innovazione tecnologica del Ministero della Giustizia, coinvolti nel cambio appalto del servizio di assistenza agli utenti del Ministero.
“Non è accettabile – prosegue il Sindacato – che un’offerta vinta al ribasso si scarichi direttamente sui livelli occupazionali, soprattutto in un appalto ministeriale di così rilevanza, mettendo a rischio l’efficienza della macchina della Giustizia italiana, oltre a mettere in difficoltà i lavoratori, le lavoratrici e le loro famiglie. La clausola sociale di salvaguardia deve essere applicata a tutte e tutti le lavoratrici e i lavoratori coinvolti.”
Martedì 21 aprile scorso si è svolto il secondo tavolo convocato dal Ministero con le Organizzazioni Sindacali, le compagini industriali subentranti (Fastweb, DXC, RTI, Accenture-Engineering) e la compagine uscente, Topnetwork. Al centro dell’incontro la tutela del personale e quindi la richiesta da parte dei sindacati del pieno assorbimento dell’intera platea dei 175 lavoratori e lavoratrici, di cui circa 30 in somministrazione, garantendo la continuità occupazionale e professionale.
Mercoledì 22 aprile, durante un incontro tra il sindacato, NIdiL CGIL, le agenzie per il lavoro coinvolte, DG Network e Gi Group, e la società uscente Top Network, è stato reso noto un esubero di 52 lavoratori e lavoratrici, tra cui tutte e tutti i somministrati.
L’ultimo tavolo ministeriale si sarebbe dovuto svolgere venerdì 24 aprile, ma è stato rimandato al 28, quindi solo 72 ore prima del subentro previsto per il 1° maggio.
Oggi l’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici in somministrazione ha condiviso le iniziative da intraprendere, che saranno realizzate con le organizzazioni sindacali dei dipendenti diretti, a partire dallo stato di agitazione permanente e, poi, nel caso in cui l’incontro di domani presso il Ministero non portasse esiti positivi, la proclamazione di uno sciopero il 29 aprile e altre iniziative di mobilitazione con presidi davanti ai Tribunali.