Mandiamo la precarietà in pensione 2 - LE NOSTRE PROPOSTE
FacebookVersione stampabileVersione PDF

Se la situazione dovesse rimanere invariata, i lavoratori precari iscritti alla Gestione separata Inps si ritroveranno a 65 anni con 40 anni di contribuzione con una pensione pari al 40% delle loro ultime retribuzioni, in alcuni casi inferiore pensioni addirittura all’assegno sociale.

E' quanto emerge dai calcoli effettuati da esperti del sindacato lo scorso 28 ottobre durante l'iniziativa organizzata da NIdiL CGIL, INCA CGIL e dal dipartimento Politiche giovanili della Confederazione in risposta alla dichiarazione del presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua “se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”.

Perché le pensioni dei lavoratori parasubordinati saranno così basse? 

  • basse  retribuzioni, spesso non adeguate al lavoro svolto;
  • aliquota previdenziale pari al 26% (a differenza dei dipendenti che versano il 33%);
  • discontinuità dei rapporti di lavoro;
  • nuovi penalizzanti  coefficienti di calcolo della pensione adottati a gennaio 2010 dal governo, senza confronto con le organizzazioni sindacali, come invece previsto  dal protocollo sul welfare del 23 luglio 2007. 

LE NOSTRE PROPOSTE

Per garantire pensioni dignitose ai lavoratori precari, NIdiL CGIL chiede:

  • revisione dei coefficienti di calcolo affinché la pensione sia pari almeno al 60% delle ultime retribuzioni
  • aggancio dei compensi per i collaboratori ai minimi dei contratti collettivi nazionali di riferimento per i lavoratori con analoga professionalità;
  • aumento dell’aliquota previdenziale (con parificazione a quella del lavoro dipendente);
  • obbligatorietà e innalzamento dal 4% al 18%, della rivalsa previdenziale per i lavoratori con partita Iva iscritti alla Gestione separata;
  • un costo aggiuntivo del 4% a carico dell’imprese per l'utilizzo di lavoro parasubordinato, da destinare all’aggiornamento professionale e alla previdenza integrativa;
  • la possibilità di accumulare tutti i contributi versati in qualsiasi gestione previdenziale;
  • forme di sostegno per i periodi di non lavoro, col conseguente riconoscimento dei contributi figurativi.

Già dal 2009 NIdiL CGIL con una petizione che ha raccolto 30.000 firme chiede che la pensione sia pari almeno al 60% delle ultime retribuzioni. 

I materiali del 2010

Visualizza il Volantino Eco;

Visualizza il volantino "I precari chiedono il conto all'Inps"

Video dell'iniziativa "I Precari chiedono il conto"

I materiali del 2009

Visualizza la campagna del 2009 "Mandiamo la precarietà in pensione"

Visualizza il Volantino del 2009

Spot dedicato alla petizione 2009

Allegati

Nota: gli allegati sono elencati anche nella parte destra della pagina.