I numeri
Il mondo delle professioni è attualmente rappresentato in Italia da milioni di lavoratori che esercitano attività professionali organizzate e non organizzate in albi e che contribuiscono in maniera considerevole allo sviluppo economico del Paese. La rilevanza delle attività professionali all’interno di tutti i settori economici è oggi un fatto quantitativo evidente.
Nel sistema professionale italiano si fronteggiano due grandi insiemi:
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le professioni regolamentate (per il cui esercizio è necessario seguire un iter formativo stabilito dalla legge, superare un esame di abilitazione e iscriversi ad un Albo), e i cui iscritti, secondo il Censis (Rapporto 2009), sono in notevole crescita essendo passati da 1,467 milioni nel 1997 a 2,006 milioni nel 2009.
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le professioni non regolamentate, non soggette ad una regolamentazione pubblicistica, rappresentate da un numero ampio di Associazioni. I professionisti che esercitano attività professionali non regolamentate sarebbero, secondo stime del Censis, oltre 3 milioni.
Le professioni regolamentate
Ordini e collegi professionali hanno visto crescere in maniera considerevole i propri iscritti nel corso degli ultimi anni. L’importanza economica sempre crescente svolta da queste professioni non trova corrispondenza in una disciplina organica della materia, per cui la crescita impetuosa avvenuta in questi anni si è svolta in assenza di regole col duplice rischio di penalizzare i professionisti più seri e preparati e di offrire ai consumatori servizi non sempre corrispondenti a quelli richiesti dal pubblico.
Le professioni non regolamentate
Per quanto riguarda l’universo dei professionisti non regolamentati, una ricerca presentata nel luglio 2006 dal Censis (Censis, Un'Italia articolata per ceti. Un mese di sociale 2006, Franco Angeli, Milano 2006) offre uno spaccato emblematico delle professioni non regolamentate da anni impegnate in un complesso quanto faticoso iter di riconoscimento professionale. Nelle ultime due legislature, sono state presentate diverse proposte di legge per l’istituzione di nuovi Ordini professionali e per il riconoscimento delle associazioni professionali non regolamentate.
Negli ultimi anni il numero delle associazioni non regolamentate è cresciuto notevolmente: nel panorama attuale permane e si estende il fenomeno innaturale della prioritaria nascita dell’area associativa ancor prima della naturale nascita della primaria sperimentazione e ricerca applicata.
Come evidenzia la ricerca, “dietro questa trasversale ed indistinta voglia di differenziazione e di identità di queste associazioni così diverse tra loro, traspare un’ indubbia “ansia di ceto”, un desiderio di perimetrare confini e mercati, circoscrivendo e proteggendo i propri spazi di azione piuttosto che affermare, nell’immagine di un’anima unitaria, un ruolo economico e sociale cruciale nello scenario in cui le professioni operano”.





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