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sabato 18 novembre 2017

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Trattamento economico per congedo parentale

Ultimo aggiornamento di lunedì 20 luglio 2015 ore 11:36

La legge n. 296/06 (Finanziaria 2007) ha introdotto in favore dei lavoratori a progetto e categorie assimilate un'indennità economica per congedo parentale.

A seguito del citato interpello del ministero del Lavoro n. 42/2011 (vedi nota 13 a pag. 58) e del successivo intervento normativo con la legge n. 241/2011 (legge di conversione del decreto n. 201/2011) la platea dei beneficiari della prestazione è stata ulteriormente estesa ad altre figure prima escluse, fra cui i professionisti, gli associati in partecipazione e in genere tutte le categorie di lavoratori con committente non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria, per i quali sussiste l'obbligo d'iscrizione alla Gestione separata1.

Il trattamento economico in questione è riconosciuto, limitatamente ad un periodo di tre mesi entro il primo anno di vita (o ingresso in famiglia) del bambino, ed è pari al 30% del reddito preso a riferimento per l?erogazione dell?indennità di maternità.

I requisiti contributivi

Il diritto al trattamento è riconosciuto a quei soggetti (madri/padri biologici, adottivi e affidatari) che:

 

  • risultino in possesso di almeno 3 mensilità di contribuzione effettiva comprensiva della maggiorazione dovuta per maternità, malattia e assegno al nucleo familiare2, nei 12 mesi precedenti l'inizio del periodo indennizzabile a titolo di congedo di maternità;

  • abbiano un rapporto di lavoro in corso di validità nel periodo in cui si colloca il congedo;

  • si astengano effettivamente dall'attività lavorativa.

 

In particolare, per la sussistenza degli ultimi due requisiti verranno verificati una serie di elementi a seconda della figura lavorativa considerata. Per i lavoratori che abbiano un committente o un associante verrà verificata: la data di inizio e fine del rapporto di lavoro; l'effettiva astensione sulla base dei dati negli archivi dell'Inps inerenti le denunce contributive inviate dai committenti/associanti; la comunicazione del committente/associante e del lavoratore circa l'effettiva astensione nel periodo di congedo, attraverso la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Per i professionisti: le informazioni contenute nella dichiarazione fiscale oppure quelle relative all'apertura e/o chiusura della partita Iva; la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesta l'effettiva astensione.

 

La corresponsione del trattamento economico riguarda eventi di parto o ingressi in famiglia (in caso di adozioni o affidamenti) avvenuti a partire dal 1° gennaio 2007 (1° gennaio 2012 per i professionisti).

In caso di parto plurimo il diritto al congedo è riconosciuto per ogni bambino sempre nel limite di 3 mesi per ciascun figlio entro il primo anno di vita.

 

La misura del trattamento economico riconosciuto è pari al 30% del reddito che viene preso a riferimento per la corresponsione dell?indennità di maternità/paternità.

La domanda deve essere presentata attraverso le modalità telematiche (inserire link a pagina) prima dell'inizio del congedo parentale. In caso contrario il trattamento economico verrà riconosciuto soltanto per i periodi successivi alla presentazione della domanda.

Congedo parentale e contribuzione figurativa

Analogamente a quanto avviene per il congedo di maternità, anche per i periodi di astensione dall'attività lavorativa per congedo parentale sono accreditati i contributi figurativi ai fini del diritto alla pensione e della determinazione della misura stessa.

 

NOTA BENE: per verificare il possesso dei requisiti utili all'accesso delle prestazioni e per inoltrare le relative domande è consigliabile rivolgersi presso una delle strutture del Patronato Inca Cgil.

1 v. circolare Inps n. 77/2013

2 il contributo aggiuntivo richiesto è quello dello 0,72%