Questo sito si avvale di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

lunedì 15 ottobre 2018

ore 17:06
Registrati adesso Non riesci ad accedere?

SOMMINISTRAZIONE: accordo di stabilizzazione a Melfi tra PMC Automotive e Sindacati

Ultimo aggiornamento di mercoledì 10 ottobre 2018 ore 09:10

Firmato accordo di stabilizzazione tra PMC Automotive di Melfi e Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil, Fismic-Confsal, UGL Metalmeccanici

Il 4 ottobre scorso, nella sede locale di Confindustria, è stato sottoscritto un accordo tra l'azienda PMC Automotive Melfi Srl, dell'indotto FC, e le sigle sindacali territoriali Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm, Fismic-CONFSAL, Ugl Metalmeccanici.

Tra le motivazioni in premessa: "il complesso e incerto panorama legislativo venutosi a creare con la pubblicazione della legge di conversione del Decreto Dignità", ma anche l'attuale situazione di mercato in cui si trova l'Azienda, caratterizzata da una "notevole fluttuazione della domanda" e la conseguente necessità di "consolidare la propria presenza" e il riconoscimento del valore strategico della formazione, aggiornamento  e sviluppo professionale raggiunti dai lavoratori che hanno operato con contratti temporanei.

Nell'accordo PMC si impegna, quindi, a stabilizzare entro fine dicembre 2018, compatibilmente con i fabbisogni, una percentuale di lavoratori non inferiore all'8% (sui contratti a tempo indeterminato), proprio fra coloro che hanno prestato attività lavorativa in regime di somministrazione tra il 1 gennaio 2015 e il 31 ottobre 2018. A questi lavoratori è garantita anche la priorità in previsione futura di ulteriori assunzioni.

"Un accordo importante - ha commentato Giorgia Calamita, Fiom Cgil - che restituisce dignità ai lavoratori che in questi anni hanno dato il loro contributo con sacrificio e che fa da spartiacque anche per altre aziende dell?indotto la cui produzione si è notevolmente ridotta a causa della fuori uscita della Fiat Punto e i cali produttivi delle altre vetture. Il rischio è che vengano messi fortemente in discussione i livelli occupazionali dei lavoratori somministrati, specialmente in assenza di un piano industriale da parte di Fiat FCA".