Manovra economica: ecco come vengono colpiti i giovani e i precari
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Mercoledì, 4 Agosto, 2010

Il governo ha definitivamente varato nei giorni scorsi la manovra economica.

Una manovra che si conferma, come evidenziato sin dall’inizio dalla CGIL, iniqua, sbagliata e che riduce l’occupazione. Una legge che taglia i servizi ai cittadini, nega il diritto al rinnovo dei contratti nazionali a tre milioni di lavoratrici e lavoratori, e non fa nulla per la ripresa e lo sviluppo.

In particolare, la Finanziaria ha ricadute dirette e pesanti sui lavoratori precari e sui giovani per quanto riguarda le misure relative alla pubblica amministrazione e alla previdenza:

  • Il governo sopprime numerosi enti di ricerca e previdenziali, senza alcuna garanzia occupazionale per i lavoratori precari che ne garantiscono il funzionamento
  • Il governo limita il turn over nella pubblica amministrazione, bloccando di fatto i processi di stabilizzazione dei lavoratori precari
  • Il governo riduce pesantemente la spesa per tutte le forme di lavoro flessibile e parasubordinato all’interno della PA: un taglio che comporterà una forte riduzione dell’impiego con contratti di somministrazione, collaborazione coordinata e continuativa, a tempo determinato e di formazione
  • Il governo aumenta l’età pensionabile, senza alcun vantaggio in termini di rendimento pensionistico. Le nuove norme inoltre saranno particolarmente penalizzanti per i giovani precari, che non avranno più alcuna certezza sia su quando potranno andare in pensione, sia su quanto percepiranno

Leggi l’analisi dettagliata sulla manovra a cura di NIdiL CGIL

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