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sabato 02 luglio 2016

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"Lo voglio anche io!": da NIdiL una petizione on-line per aggiornare lo Statuto dei Lavoratori

Ultimo aggiornamento di mercoledì 15 ottobre 2014 ore 15:15

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I lavoratori sono ancora una volta sotto attacco. Con la scusa di eliminare le discriminazioni fra lavoratori di "serie A" e "serie B", il governo sta infatti tentando di cancellare diritti conquistati con decenni di lotte democratiche: non solo l'articolo 18, ma anche il diritto a non essere sorvegliati dal datore di lavoro e a non subire demansionamenti.

Tutto ciò è semplicemente assurdo: i diritti non vanno eliminati, ma aggiornati ed estesi a tutti coloro che - per colpa delle leggi varate negli ultimi anni da governi e Parlamento - ne sono esclusi: co.pro., co.co.co., occasionali, partite Iva individuali, associati in partecipazione, ecc.

Lo Statuto dei diritti dei lavoratori, scritto nel 1970, deve essere salvaguardato e aggiornato per estendere i diritti previsti a TUTTI e per INSERIRNE DI NUOVI, adeguati alle mutate esigenze di lavoratrici e lavoratori e ai cambiamenti del mercato del lavoro.

La CGIL sostiene da anni che è necessario ridurre drasticamente il numero di tipologie dei contratti che permettono ai datori di lavoro di risparmiare sulla pelle delle persone, specie dei giovani, senza offrire un vero lavoro e un futuro.

Aggiornare ed estendere lo Statuto vuol dire garantire a tutti la dignità che ogni forma di lavoro pretende:

  • il diritto di lavorare in ambienti salubri e sicuri;

  • retribuzioni e compensi in grado di garantire un'esistenza libera e dignitosa;

  • il diritto alla formazione e all'aggiornamento professionale, in una società che chiede sempre più saperi di qualità;

  • il diritto a non essere licenziato senza una giusta causa o un giustificato motivo;

  • il diritto a organizzarsi sindacalmente per rappresentare i problemi del lavoro;

  • la tutela della maternità, del diritto al riposo e al recupero psico-fisico delle forze, la copertura della malattia e degli infortuni.

Chi lavora, CON QUALSIASI FORMA CONTRATTUALE, deve avere la certezza di poter godere di questi diritti, perché non ci siano più lavoratori di serie A o B, ma persone.

Per questo NIdiL CGIL sostiene la proposta di ampliamento dello Statuto dei diritti dei lavoratori elaborata dalla CGIL.

Questa proposta, il diritto a una pensione dignitosa, il diritto ad ammortizzatori sociali anche per lavoratori precari e intermittenti, un fisco equo e progressivo, sono le uniche ricette per sconfiggere davvero la precarietà.

Non voglio meno diritti: lo Statuto, lo voglio anche io!

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