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lunedì 24 settembre 2018

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DECRETO DIGNITÀ, RINNOVO CCNL SOMMINISTRAZIONE, II RAPPORTO DELL'OSSERVATORIO EBITEMP FORMATEMP

Ultimo aggiornamento di mercoledì 11 luglio 2018 ore 15:11

L'incontro di Roma tra sindacati, enti bilaterali e associazioni datoriali è stata l'occasione per fare il punto sui temi caldi del settore Somministrazione di Lavoro.

Presentato a Roma il "Secondo rapporto sul Benessere e sulla qualità lavorativa dei lavoratori in somministrazione", curato dall'Osservatorio Nazionale degli enti bilaterali Ebitemp e Formatemp.

A seguire, una tavola rotonda con Claudio Treves, segretario generale Nidil Cgil, Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto Cisl,  Ivana Veronese, segretario confederale Uil e Alessandro Ramazza, presidente di Assolavoro, l'associazione nazionale di categoria delle agenzie per il lavoro.

2° RAPPORTO OSSERVATORIO EBITEMP E FORMATEMP

Obiettivo dell'indagine: analizzare il livello di benessere della vita lavorativa dei somministrati (ex interinali) in Italia. Il questionario è stato distribuito tra i lavoratori di una ventina di Agenzie per il lavoro (Apl), il 70% del settore, e hanno risposto in 12mila.

Dalle risposte è emerso che il livello di soddisfazione è abbastanza positivo, ma esistono una serie di criticità tra cui la cosiddetta Jobinsecurity, un modo più elegante di dire "precarietà", che ormai caratterizza il mercato del lavoro non solo italiano.

La survey, inoltre, fa l'identikit del lavoratore somministrato medio "più soddisfatto" e di quello "meno soddisfatto". Il primo sarebbe del Sud Italia, con un basso livello di scolarizzazione, età media 40 anni, il secondo del Nord Italia, con un alto livello di scolarizzazione, età media di 30 anni.

IL CCNL DA RINNOVARE

Parlando di lavoratori in somministrazione alla presenza di tutte le parti coinvolte, la tavola rotonda non poteva evitare un commento alla fase di stallo della trattativa di rinnovo del CCNL.

"Questa è una trattativa che dura da troppo tempo - ha commentato Claudio Treves - noi  abbiamo mandato la piattaforma a febbraio 2017 e secondo noi si è perso troppo tempo. Adesso è in programma una 'tre giorni' continuativa con Assolavoro e ci auguriamo che i passi avanti fatti recentemente possano portare alla chiusura rapida del contratto".

IL DECRETO DIGNITÀ

Altro tema caldo su cui i relatori si sono espressi è stato il Decreto Dignità. Alessandro Ramazza di Assolavoro ha ricordato che "il settore della somministrazione, come dice la direttiva europea, non può essere assimilato al rapporto di lavoro a tempo determinato. Deve avere una sua normativa".

Nel decreto la somministrazione è assimilata al rapporto di lavoro a tempo determinato, con due criticità da risolvere: le causali e lo 'stop and go'. "La sovrapposizione tra contratto a tempo determinato e somministrazione è più fonte di guai che soluzione. Il Decreto Dignità, per come è scritto, non lascia nessuno spazio alla contrattazione" è stato il commento di Claudio Treves.

Nidil Cgil: "Decreto dignità insufficiente"

"Ci sono delle preoccupazioni che hanno fondamento. Lo schiacciamento della somministrazione sui contratti a tempo determinato può indurre effetti problematici - ha spiegato quindi Treves - Noi siamo perché, anche dal punto di vista contrattuale, questi effetti problematici possano essere schermati".

"L'introduzione della causale è un fatto positivo, ma per incompetenza il legislatore si è dimenticato della pletora dei contratti precari esistenti e, quindi, che la risposta del sistema rischia di essere il passaggio dai rapporti a termine (o in somministrazione) al lavoro a chiamata o addirittura ai voucher".

"Il giudizio sul decreto è un giudizio di complessiva insufficienza e incapacità da parte di chi l'ha scritto, nel senso che si pensa di affrontare il tema legittimo e condivisibile della precarietà partendo dal punto sbagliato" prosegue il segretario generale Nidil Cgil.

Secondo Treves, il Governo non ha considerato, insomma, che "in questi anni il legislatore ha prodotto una quantità di tipologie contrattuali: se si vuole contrastare la precarietà bisogna fare un intervento a 180°, non prendersela solo con una tipologia (quella della somministrazione)".

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