“Il quadro che le ricerche oggi presentate delineano spiega forse perché il ministero ha voluto tenere per sé i dati degli ultimi anni, confermando la fondatezza dell'allarme che abbiamo lanciato rispetto alle tendenze che si delineavano”. È quanto ha dichiarato oggi la segretaria generale di NIdiL CGIL, Filomena Trizio, nel corso della presentazione del rapporto “Un mercato del lavoro sempre più atipico”, curato da Ires, Cgil e NIdiL.
“Dal rapporto emerge infatti – prosegue Trizio – un mercato del lavoro che accentua, peggiorandola, la progressiva precarizzazione del lavoro con cui si è entrati nella crisi: sia in rapporto quantitativo – con le assunzioni a tempo indeterminato che scendono sotto il 20% – che qualitativo, con l'affermarsi delle tipologie peggiori e più lesive di diritti, come il lavoro a chiamata. Un mercato del lavoro dove diminuisce l'offerta qualificata a vantaggio di quella più povera, determinando la penalizzazione delle aspettative dei giovani legate all'aumento di istruzione e il tendenziale scivolamento verso il basso dell'apparato economico, spinto, anche da una normativa aggressiva, a inseguire una concorrenza sempre meno all'insegna della qualità, per mancanza di strumentazione adeguata – si pensi alla mortificazione della ricerca – e sempre più improntata al dumping di costi e di diritti”.
“Un mercato del lavoro – aggiunge la segretaria generale del sindacato dei precari – il cui il lavoro è sempre meno tutelato, e nel contempo la ‘sicurezza’ che doveva accompagnare la ricerca del lavoro, in nome della flessibilità, in realtà non è mai nata. Lavoratrici e lavoratori atipici hanno infatti pesantemente e in silenzio pagato per primi la crisi: è questo il senso della pesante contrazione fra i co.pro., i co.co.co. della Pubblica amministrazione, i somministrati”.
“Tutto questo – prosegue Trizio – nella persistente assenza di un welfare fruibile. Ne è la riprova il fallimento – voluto – dell'una tantum per i collaboratori a progetto (9245 domande accettate dal 2009 al maggio 2011), a causa dei requisiti proibitivi richiesti, ignorando ogni richiesta di modifica avanzata per tempo da NidiL: la misura voluta dalle organizzazioni sindacali e datoriali per i somministrati, con requisiti tarati, ha di contro da sola prodotto 13 mila interventi nel solo 2009. Ma anche la difficoltà, per tutti, di accesso agli ammortizzatori per requisiti spesso irraggiungibili per gli atipici”.
“Da questo quadro – conclude la sindacalista – occorre oggi ripartire, ribaltando la logica sin qui imperante, facendo del lavoro di qualità, tutelato e con diritti uguali, la leva per un rilancio della crescita e dello sviluppo di qualità; la sensibilità, l'allarme cresciuto su questi temi, contribuiranno a rendere possibile un nuovo indirizzo. Per noi la consapevolezza di aver tenuto aperta in questi anni una lettura consapevole e critica del processo; l'impegno di continuare a lavorare per la soluzione dei problemi”.





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