Calabria: il 7 novembre sciopero dei lavoratori LSU e LPU
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Lunedì, 24 Ottobre, 2011

È stato annunciato lo scorso 20 ottobre dai segretari generali di CGIL, CISL e UIL della Calabria  Sergio Genco, Paolo Tramonti e Roberto Castagna, insieme  alle  segreterie regionali delle federazioni di categoria NIDIL-CGIL FELSA-CISL e UIL–TEMP lo sciopero regionale unitario  del 7 novembre 2011 dei lavoratori LSU e LPU.

La decisone è stata assunta dopo una lunga fase di mobilitazione unitaria, e visti gli esiti totalmente insoddisfacenti dell’incontro con l’assessore regionale al Lavoro del 17 ottobre scorso rispetto ai mancati pagamenti ai LPU dei sussidi di agosto e settembre 2011, dell’integrazione dell’orario settimanale ai LSU ed LPU di settembre 2011, degli assegni familiari ai LPU fino a giugno 2011 nonché all’assenza dei decreti di trasferimento delle risorse agli enti utilizzatori per garantire il sussidio e l’integrazione oraria da ottobre a dicembre 2011 ai LPU/LSU, ed alla mancanza della delibera di proroga delle convenzioni di utilizzo per l’anno 2012 e relative risorse finanziarie.

I sindacati hanno dovuto purtroppo prendere atto che pesantissime sono le responsabilità rispetto al fatto che siano stati disattesi gli impegni politici e di bilancio che spettano alla Giunta Regionale, all’assessore al Bilancio e al Consiglio Regionale.

Particolarmente grave è il fatto che la Regione non abbia pubblicato il nuovo piano di stabilizzazione 2011, che dipende dall’esito dei provvedimenti amministrativi e finanziari che dovevano scaturire dal tavolo governativo con il ministero del Lavoro che il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti aveva assicurato ma di cui non si è mai avuta notizia di convocazione.

Viste le pesanti condizioni di disagio dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, CGIL, CISL e UIL unitariamente attraverso le rispettive categorie NIDIL, FELSA e UIL TEMP hanno quindi proclamato lo sciopero regionale per chiedere prospettive e soluzione concrete per un bacino di circa 5.500 persone che da anni ormai vivono una situazione di precarietà lavorativa, economica ed esistenziale che si è ormai fatta insopportabile.

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