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giovedì 23 novembre 2017

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La proposta della CGIL e il referedum per l'abrogazione del lavoro accessorio

Ultimo aggiornamento di lunedì 24 ottobre 2016 ore 14:22

La proposta della CGIL: la Carta dei diritti universali del lavoro

La CGIL ha presentato, nei mesi scorsi, la proposta di legge di iniziativa popolare: "Carta dei Diritti Universali del Lavoro ovvero nuovo Statuto di tutte le Lavoratrici e di tutti i Lavoratori".

Con il nuovo Statuto la CGIL vuole innovare gli strumenti contrattuali preservando quei diritti fondamentali che devono essere riconosciuti ed estesi a tutti, senza distinzione, indipendentemente dalla tipologia lavorativa o contrattuale, perché inderogabili e universali.

Nella proposta si ridisciplina anche il lavoro accessorio riportandolo alla sua originaria funzione, limitandolo di fatto a prestazioni effettivamente occasionali, solo per alcuni ambiti di attività (lavoro domestico, insegnamento privato, lavori di giardinaggio, assistenza domiciliare a bambini, anziani, persone ammalate o con handicap) e solo se svolte da una platea di soggetti molto circoscritta (studenti, inoccupati e disoccupati, pensionati). Inoltre i compensi percebili dal lavoratore non possono superare i 2.500 euro nel corso di un anno solare.

Il referedum per l'abrogazione del lavoro accessorio

A sostegno della proposta di legge dsi inziativa popolare della Carta dei diritti, la CGIL ha proposto anche tre quesiti referendari. Uno di questi si propone l'abrogazione della normativa sul lavoro accessorio.