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mercoledì 13 dicembre 2017

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Collaborazioni coordinate e continuative nello sport dilettantistico

Ultimo aggiornamento di martedì 18 ottobre 2016 ore 15:33

Nel mondo dello sport dilettantistico assistiamo ad una forte assenza di diritti: chi lavora come istruttore, allenatore, ufficiale di gara, medico, estetista, massaggiatore, addetto alla manutenzione, assistente ai bagnanti, fisioterapisti e via dicendo.

La mancanza di una disciplina legislativa organica nel settore dello sport dilettantistico ha favorito il proliferare di situazioni di precarietà strutturale e persistente, lavoro spesso sottopagato e lavoro nero eludendo quanto previsto in materia di rapporti di lavoro.

Una serie di norme si sono intrecciate sino a creare una particolare situazione di esclusione dai diritti per chi lavora in questo settore:

  • l'art. 2 comma 2 d.lgs. 81/2015 che conferma nel settore sportivo dilettantistico la possibilità di utilizzare co.co.co.
  • l'art. 37, comma 1, lett. d) della legge 342/2000 che considera i rimborsi spese, i premi ed i compensi per attività sportivo dilettantistica fra i cosiddetti redditi diversi, quindi non assimilati ai redditi da lavoro dipendente ed esclusi dall?imposizione fiscale (sino alla soglia di 7.500 euro);
  • l'art. 90, comma 3, della legge 289/2002 che ha fatto rientrare fra i redditi diversi (con conseguente agevolazione fiscale) anche i compensi percepiti da lavoratori dell?area amministrativo-gestionale (attività di segreteria, raccolta iscrizioni, tenuta cassa, ecc.) impegnati con rapporti di co.co.co. di natura non professionale.

L'insieme di queste norme, nei termini sopra descritti, priva di diritti chi lavora nello sport, determinando il mancato assoggettamento dei compensi ad obbligo sia assicurativo presso l'INAIL (nota Inail Ad/126/03), sia contributivo previdenziale presso l'Enpals (Circolare Enpals 13/2006) che per l'Inps nella Gestione separata (circolare Inps 32/2001): quindi niente pensione, né prestazioni di tutela quali malattia, maternità o infortunio.

Unico obbligo previsto per le associazioni e società sportive è quello delle registrazione sul libro unico del lavoro e della comunicazione preventiva al Centro per l'impiego (Interpello ministero del Lavoro 22/2010).

NidiL CGIL ha stipulato alcuni accordi che hanno permesso la stabilizzazione dei rapporti di lavoro fintamente autonomi o svolti in monocommittenza e migliorato le condizioni di chi lavora con forme di collaborazione realmente autonome.