Questo sito si avvale di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

lunedì 20 novembre 2017

ore 02:59
Registrati adesso Non riesci ad accedere?

Collaborazioni coordinate e continuative nelle pubbliche amministrazioni

Ultimo aggiornamento di martedì 10 marzo 2015 ore 01:45

Gli incarichi di collaborazione nelle pubbliche amministrazioni sono disciplinati dal Testo unico sul pubblico impiego (art. 7, comma 6, d.lgs. 165/2001). Le amministrazioni pubbliche, per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria, in presenza dei seguenti presupposti:

  1. l'oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall'ordinamento all'amministrazione conferente, ad obiettivi e progetti specifici e determinati e deve risultare coerente con le esigenze di funzionalità dell'amministrazione conferente;
  2. l'amministrazione deve avere preliminarmente accertato l'impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno;
  3. la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata; non è ammesso il rinnovo; l'eventuale proroga dell'incarico originario è consentita, in via eccezionale, al solo fine di completare il progetto e per ritardi non imputabili al collaboratore, ferma restando la misura del compenso pattuito in sede di affidamento dell'incarico;
  4. devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione.

Si prescinde dal requisito della comprovata specializzazione universitaria in caso di stipulazione di contratti di collaborazione di natura occasionale o coordinata e continuativa per attività che debbano essere svolte da professionisti iscritti in ordini o albi o con soggetti che operino nel campo dell'arte, dello spettacolo, dei mestieri artigianali o dell'attività informatica nonché a supporto dell'attività didattica e di ricerca, per i servizi di orientamento, compreso il collocamento, e di certificazione dei contratti di lavoro.

NOTA BENE: è importante sapere che mentre nel settore privato la prova della subordinazione in un processo del lavoro può comportare l'assunzione a tempo indeterminato, nel pubblico impiego in virtù dell'art. 97 della Costituzione (che prevede il concorso come presupposto per l'accesso ai ruoli della P.A.) non si instaura il rapporto di lavoro e si ha diritto al solo risarcimento economico del danno, cioè alle differenze retributive e contributive tra quanto il finto collaboratore ha percepito e quanto avrebbe dovuto percepire.

ATTENZIONE: la legge di stabilità 2013, modificando l'art. 35 del d.lgs. 165/2001, ha previsto la possibilità che nei concorsi pubblici finalizzati alle assunzioni possa essere valorizzata, con apposito punteggio, l'esperienza professionale dei lavoratori che, alla data di emanazione del bando, hanno maturato almeno tre anni di contratto di collaborazione coordinata e continuativa nell'amministrazione che emana il bando di concorso.