Questo sito si avvale di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

giovedì 23 novembre 2017

ore 06:37
Registrati adesso Non riesci ad accedere?

Gli aspetti fiscali e previdenziali

Ultimo aggiornamento di martedì 14 ottobre 2014 ore 16:56

Gli aspetti fiscali

I compensi percepiti dall'associato lavoratore sono qualificati come reddito di natura autonoma (art. 53, comma 2, lettera c, del Tuir, Testo unico imposte sui redditi) e sono soggetti alla ritenuta d'acconto del 20% calcolata sull'importo del compenso al lordo dei contributi previdenziali. Gli associati sono obbligati alla presentazione annuale dei redditi (mod. Unico).

Gli aspetti previdenziali

Dal 1° gennaio 2004 gli associati in partecipazione che forniscono prestazioni lavorative, non iscritti ad albi professionali e i cui compensi sono qualificati come redditi da lavoro autonomo, hanno l'obbligo di iscriversi all'Inps presso la Gestione separata e versare i contributi previdenziali.

Il contributo è ripartito in misura del 55% a carico dell'associante e del 45% a carico dell'associato.

Il contributo previdenziale deve essere calcolato sugli importi lordi erogati all'associato, anche a titolo di acconto sul risultato della partecipazione e salvo conguaglio in sede di determinazione annuale dei redditi. Il versamento deve essere effettuato dall'associante entro il giorno 16 del mese successivo a quello della corresponsione del compenso all'associato mediante modello F24.

È previsto anche per gli associati in partecipazione senza altre coperture previdenziali obbligatorie il contributo aggiuntivo per l'erogazione dell'indennità di maternità, dell'assegno al nucleo familiare e dell'indennità di malattia.

Le modalità e i termini per l'iscrizione ed il versamento dei contributi in questione sono gli stessi di quelli previsti per i collaboratori iscritti alla Gestione separata Inps.

NIdiL ha richiesto una modifica della ripartizione del contributo previdenziale fra lavoratore e datore di lavoro per tutti le figure iscritte alla Gestione separata, per portarlo in linea con quanto previsto per le collaborazioni (rispettivamente 1/3 e 2/3). È infatti iniquo che questi lavoratori (così come i lavoratori con partita Iva) abbiano una ripartizione dei costi pensionistici tale da gravare direttamente sui loro compensi, a vantaggio di una minore contribuzione versata dai datori di lavoro.